La prima Corporazione
musicale fu la "Confraternita di San Nicola (Vienna, 1268).
I suoi mèmbri erano
"suonatori o musici".
Sull'esempio predetto,
in Germania, si costituirono bande regolari di pifferai o
musicanti municipali.
L'organico di detti
complessi era costituito da: pifferi, flauti, ciaramelle, viole,
tamburi, trombe.
Le formazioni musicali
si reggevano mediante statuti e regolamenti. Nel 1763, si
costituirono bande musicali militari con organici ben definiti
da far da modello alle altre nazioni. Nelle predette figuravano:
2 oboi, 2 clarinetti, 2 corni, 2 fagotti, 1 flauto, e qualche
volta, 2 trombe, 1 controfagotto, 1 serpentone.
Simili fermenti si
erano verificati anche in Inghilterra. Fin dal 1212, i Conti di
Chester avevano riunito in Corporazioni un discreto numero di
strumentisti, detti "trombatori", distinti in due categorie:
a - trombatori,
chiamati anche "raminghi", in quanto giravano per le Corti e per
le piazze;
b - trombatori
ufficiali, che componevano la banda o la fanfara di una Signoria
o di un Comune.
La loro attività,
giusta le prestazioni a carattere civile o militare era
regolarmente remunerata (mediante stipendio).
Premesso ciò, la
fanfara nei tornei proseguì la sua opera con prestazioni di
"annunzio" in ordine all'entrata in pista dei cavalieri, della
proclamazione dei vincitori, del valore dei più abili
combattenti (sottolineando anche i colpi di spada o di lancia
ben assestati).
Nel fare ciò si
contraddistinse dai compiti e dalle azioni della banda (militare
civile - turca).
L’alba del ‘900 lascia alle spalle un secolo di grande
importanza dal punto di vista tecnico e tecnologico, un secolo
che fa registrare notevoli innovazioni nei settori industriali,
economici e produttivi. Il xix sec. cambia il volto della
società proiettata verso una totale evoluzione, verso il
miglioramento del tenore di vita. Il ‘900 lascia alle spalle il
movimento romantico che fiorì nell’arte, nella letteratura e
nella musica.
Il
romanticismo da valore al sentimento, alle emozioni e, sul piano
politico, si sviluppa il senso della patria . Si aspira
all’unità d’ Italia ed il poeta patriota Goffredo Mameli (1827
- 1849) scrive un inno che poi diventa l’inno nazionale
italiano. “ Fratelli d’Italia” fu musicato da Michele
Novaro, ma il canto patriottico rimane famoso come inno di
Mameli.
I
musicisti romantici dell’ 800 sono tanti : Beethoven, Chopin,
Mendelssohn, Liszt.
Accanto alla musica sinfonica e la musica da camera, il
melodramma continua a crescere. L’0pera lirica dà, infatti,
l’espressione romantica ai drammi umani.
Il
massimo esponente dell’opera italiana è Giuseppe Verdi ( 1813 -
1901) seguito da Rossini, Bellini, Donizzetti.
In
questo linguaggio musicale si fa strada il pianoforte ed il
violino. Grazie all’esempio straordinario di Nicolò Paganini
(1782 - 1840), la diffusione concertistica, che cominciò nel XIX
sec., si conferma anche nel sec. XX.
Nel
1900 l’accelerazione del ritmo delle numerose scoperte, comporta
un rapido cambiamento anche dei valori umani. La corsa verso il
benessere delle città del Nord, più industrializzate, sviluppa
una trasformazione nella vita sociale.
Il
progresso sembra dire che il futuro debba essere migliore del
passato e, grazie alla diffusione delle notizie per mezzo dei
nuovi sistemi di comunicazione, si sviluppa il fenomeno delle
emigrazioni. Anche molti giovani musicisti si allontanano dalla
madre terra.
Mentre le melodie immortali del passato continuano a farsi
sentire, la musica, nel ‘900, segue il frenetico evolversi
rispecchiando la nevrosi dell’uomo moderno.
La
dimensione spiccatamente internazionale della musica, per la più
facile diffusione della comunicazione sonora, facilita la
conoscenza di ogni genere musicale.
L’arricchimento, dunque, dei repertori musicali (opere, marce e
canzoni), la diffusione delle espressioni popolari creano un
fenomeno musicale internazionale. “ O sole mio” del
lontano 1900, ancora oggi è cantato in tutto il mondo; le opere
di Verdi, Rossini ecc. sono conosciute in tutte le nazioni: un
vero e proprio scambio culturale nel settore della musica che
ha rivoluzionato e arricchito i repertori anche nei piccoli
centri come il nostro.
Si tratta di una
piccolissima formazione di strumentisti, i quali si servono
degli ottoni (in gran parte della famiglia delle trombe) ed
altri di strumenti a percussione.
Il termine fanfara (in
lingua francese: "fanfare") indica anche la melodia che con tali
strumenti si esegue.
Nei tornei la predetta
formazione annunziava l'entrata in pista dei cavalieri,
sottolineava i colpi maestri di spada o di lancia, accompagnava
la proclamazione del vincitore.
Il piccolo complesso
musicale consente l'esecuzione di "musiche" costituite da brevi
pezzi strumentali, da ritornelli, da motivi in genere corti, di
carattere marziale, festoso o solenne. L'esecuzione in parola si
esplica all'unisono tramite le trombe o i corni all'inizio di
cerimonie, cortei, parate o per dare ritmo, durante la marcia
delle truppe. Le fanfare erano presenti, spesso nelle battute di
caccia, nelle "radunate" di cacciatori e cani, per segnalare la
presenza della selvaggina e per dare il via al conseguente
inseguimento. La presenza di detti piccoli corpi musicali si
notava anche nei cortei e nei trionfi militari nel periodo
medievale.
Agli inizi del XVIII
secolo, i più importanti ed agguerriti eserciti furono dotati di
piccole fanfare che avevano il compito di accompagnare i soldati
durante la faticosa marcia e di spronarli al combattimento.
In seguito, molte
fanfare vennero completate come strumentario e furono così
"elevate" a dignità di banda (piccola o media).
Nacque più tardi la
"marcia militare", composizione musicale fortemente cadenzata,
il cui scopo fondamentale era quello di accompagnare, cadenzare,
"marcare" e regolare il passo dei soldati.
A poco a poco,
l'organico delle piccole bande venne ingrandito (da 18 musicanti
per ciascun reggimento di linea) a 24 per la "compagnia Guardie
del corpo di S.M." nel Piemonte.
Dall'Unità d'Italia ad
oggi, molto si è fatto nell'organizzazione per disciplinare le
musiche militari.
Infatti, molte sono le
realtà musicali delle diverse specialità militari. Alcune sono
"fanfare" altre bande di medio organico ed altre definite "bande
ministeriali" in quanto composte (queste ultime) da personale
specializzato, fornito di diploma, rilasciato dai Conservatori
musicali.
Fanfare e bande sono
comunque, espressione della cultura militare italiana. In
particolare, la fanfara è presente in molte istituzioni ed il
suo uso si è diffuso anche nelle società ginnastiche e sportive.
II vero sviluppo ed
arricchimento dell'organico bandistico si compì nella prima metà
del XIX secolo, quando Muller (in atto alcuni strumenti, a
ricordo, portano il suo nome inciso) costruì il clarinetto a 13
chiavi (1812).
Detto strumento era
definito: "sistema Muller"-, Wieprect inserì i pistoni negli
strumenti a bocchino (1837), Adolfo Sax (come già detto) inventò
i saxofoni (1845), da molti detti: espressione di voci umane.
Da allora, i
clarinetti, per la loro dolcezza, sono definiti i violini della
banda. I saxofoni, con la loro vellutata sonorità, riescono ad
equilibrare l'impasto sonoro tra il colore chiaro e scuro degli
ottoni, con cui si fondono ottimamente.
In Inghilterra, nella
seconda metà del XIX, la Scuola reale militare di musica
preparava abili capibanda ed avviava, come strumentisti
provetti, professori di Banda e ragazzi, scelti nel Reggimento.
Grande attività, in
quel periodo: corsi completi di armonia, contrappunto, nonché
musica da Chiesa, strumentazione, storia della musica,
direzione.
Sempre in quell'epoca,
furono formate Bande (gran parte dell'organico era di operai,
che dedicavano le loro ore di svago e di riposo
nell'apprendimento della musica e dell'arte del suono).
L'istituzione di dette
bande consentì la diffusione del carattere dopolavoristico,
ricreativo e formativo.
In Italia si
distinsero: La banda dei Veliti (70 elementi) - La banda di
Siena (che nel 1904 era diretta da Pietro Mascagni) - La banda
(piccola come organico) di Poggio Mirteto (che in seguito formò
la Fanfara, che seguì nel 1867 Giuseppe Garibaldi).
La "banda" ha origini militari. Si chiamano,
infatti, bande i raggruppamenti di un determinato numero di
soldati. "Band" in lingua inglese, orchestra -jazz o da ballo,
esegue musica o strumenti a fiato ed a percussione.
In ordine alle origini della Banda, A.Vessella,
nel suo trattato "La Banda - Dalle origini fino ai nostri
giorni" edito dall'Ist. Editoriale Nazionale, 1932 (?) - Milano
- con prefazione di Pietro Mascagni, cosi, si esprime:
"La Banda, forma di Arte spontanea e popolare,
nasce come musica guerresca con i primi eserciti che mossero
alla guerra, fin dalle antiche civiltà orientali e si affermò,
dopo, come mezzo culturale del popolo sulle piazze, dal
primissimo apparire di quei suonatori, girovaghi che nei
Medioevo costituiscono la classe organizzata dei, Trovatori o
Trombettieri, ammessi, poi, nelle Corti e nei Comuni italiani
come musici stipendiati".
Per molto tempo, la Banda è stata in stretto
contatto con la musica militare e, in molte civiltà, ha avuto
origine dalla predetta, ma è anche certo che nel corso del lungo
sviluppo (per i cui inizi, pare che si risalga prima della
venuta di Cristo) la sua destinazione, oltre che militare, è
stata anche di tipo civile e religiosa, assumendo nella sua
evoluzione un'impronta "artistica" (nei secoli XVIII - XIX ed
inizi "novecento") .
Premesso ciò, la Banda, come l'intendiamo oggi,
ha due anime, quella del soldato (con la sua musica militare) e
quella del "popolano" (rivolta a tutti) che invita alle danze,
che agisce nelle solennità religiose e feste paesane.
Le origini bandistiche
trovano riscontro negli usi militari dei primi popoli storici ed
in particolare, tra quelli che costituiscono le più importanti
civiltà orientali.
La cultura musicale degli indiani, peraltro,
articolata e complessa, era disciplinata da un numero
considerevole di strumenti musicali (timpani- tamburi-trombe).
I Cinesi che ebbero una civiltà musicale di
grande rilievo, avevano dei "corpi musicali" ben organizzati e
forniti di adeguato strumentario (a percussione ed a
nato-trombette).
I Persiani usavano strumenti simili a quelli in
uso presso gli Indiani.
Gli Ebrei, introdussero per primi le trombe
d'argento e, per l'uso di altri sofisticati strumenti,
costituirono vere e proprie fanfare militari.
Gli strumenti musicali, secondo il Vessella,
avevano la forma dritta e la forma curva: la tuba, o tromba
dritta; il lituo, o tromba curva; la buccina, che poteva essere
ricurva o a spirale, allungata o a cerchio; ed infine, il corno.
Gli Egiziani non furono inferiori nella musica
militare agli altri popoli antichi (basti pensare ai fastosi
cortei che portavano in trionfo i generali vittoriosi). In
grande considerazione, fra gli Egiziani, non solo le trombe, ma
anche i tamburi ed i sistri.
I Greci si distinsero, in modo particolare nelle
ricorrenze civili per l'uso del canto e della danza,
arricchendo, così, la parte musicale.
I Romani, in ordine alla musica militare,
attinsero dalle esperienze degli Etruschi e dei Greci e
stabilirono per la fanteria trombe dritte, per la cavalleria
trombe ricurve (litui). A seconda dello strumento si ebbero
diversi tipi di suonatori, quali: tubicines (strumento musicale:
tuba), liticines (strumento: lituo), bucinatores (strumento
musicale: buccina), cornicines (strumento: corno). Ai predetti
strumentisti era concesso il grado di ufficiale e di
sottufficiale, in segno di gratificazione; si aggiungevano ai
menzionati suonatori quelli a percussione (impegnati nei:
timpani, piatti, tintinnabula (campanelli)
Nel periodo imperiale fiorirono a Roma scuole e
corporazioni, con regolamenti ad hoc per la partecipazione a
feste, manifestazioni, cerimonie pubbliche, giochi, funerali,
ecc.
Con la caduta dell'Impero Romano, detta "musica"
restò in uso presso le popolazioni barbariche che, al suono
prodotto dagli scudi, percossi dalle spade, aggiunsero
l'emissione di grida e di altro genere di suoni.
Dopo un lasso di tempo, peraltro confuso, seguì
l'inizio di un nuovo periodo che, col sorgere delle corti e di
una civiltà prettamente cittadina e municipale, può essere
considerato quello in cui si avvia il processo per lo sviluppo
di "quella che sarà l'arte bandistica" (A.Vessella, op.cit.).
II SISTRO, antico strumento
musicale
Detto periodo "musicale" è caratterizzato da una
distinta divisione tra la musica religiosa e liturgica ed ogni
altro tipo di musica (ricca la presenza strumentale). Con
carattere assolutamente extrareligioso, assumono valore
fondamentale i tipici aspetti della società medioevale indicati
in quella attività riassunta dal concetto del "tener corte": i
tornei, le giostre, le ricostruzioni delle battaglie, i giuochi
militari, nonché le cerimonie civili e altre feste.
Considerato che dette manifestazioni erano
precedute da un annuncio, meglio "bando", esse presero il nome
di "corti bandite".
La prima di cui si abbia notizia, è quella che si
svolse nel 1039 (matrimonio di Bonifacio, Marchese e Duca di
Toscana, con Beatrice, figlia di Federico, Duca di Lorena). Alle
"Corti Bandite" prendevano parte musici, buffoni, saltibanchi,
attori, ballerini (in grande considerazione tra l'XI e XIV
secolo).
La diffusione di dette
feste, si avvertì, in modo particolare, in Italia ed in Francia
e, in questo "contesto storico", prosperò una tipica "compagine
strumentale" che, può immaginarsi, anche se in embrione, come
complesso bandistico .
Il Vessella , cultore
di musica, nonché studioso di bande musicali, scrive:
"In tutti questi
tornei, era d'uso che una "fanfara" composta di. un certo
numero di suonatori di trombe, sempre in ricchi costumi,
annunciasse l'entrata nella pista di cavalieri e rilevasse, poi,
nel. corso del torneo, ogni colpo maestro di spada o di lancia,
fino ad accompagnare la proclamazione del nome del vincitore,
seguendolo in un corteo finale. Le trombe usate, in queste
circostanze, erano, generalmente, d'argento."
A
poco a poco, l'uso delle trombe si diffuse anche in vere e
proprie esecuzioni di piazza. Ed è proprio in questo periodo
storico che complessi di strumenti a fiato (XIII secolo)
presero il nome di "bande", termine etimologico italiano di
"bande").
L'esibizione in piazza delle bande e dei suonatori di tromba
costituì una delle poche forme di spettacolo per le classi
popolari.
1
componenti di detti complessi musicali entrarono nelle spese
previste dai "libri -paga" delle istituzioni e le più importanti
Corti si contesero i più abili suonatori.
Si
avvertì la necessità di incrementare le attività relative alla
costruzione degli strumenti musicali; si ampliarono nel
contempo, per numero e qualità, i repertori purtroppo, ormai,
dispersi nella tradizione orale.
I
Comuni, seguendo l'esempio delle Corti feudali, formarono corpi
musicali "stipendiati" i cui componenti furono chiamati "trombetti",
" pifferi", ecc.
Nel periodo del Rinascimento, alcune città si distinsero per
aver immesso nei Corpi musicali (Roma- Milano-Venezia ed altre):
suonatori di pifferi, trombe, ciaramelle e di strumenti a
percussione.
Il
flauto fu introdotto in Italia nel 1515; fu suonato anche dagli
Svizzeri (al servizio di Francesco I) ed introdotto dal re
Enrico VIII in Inghilterra. Furono organizzati, pertanto:
concerti in piazza nei principali centri artistici italiani
(presenza di suonatori di cornetti e di trombone). Lo
strumentista di trombone e di cornetto disimpegnava anche il
compito di direttore .
In
molti altri posti, furono costituite compagnie di musici
"girovaghi"ed in quanto alla loro retribuzione, provvedevano i
"signori".
I
musici Monteverdi, Merulo ed altri si occuparono anche della
pubblicazione di metodi per strumenti a fiato e di atti
relativi alla composizione per "cornetti e tromboni". Le bande
si distinsero in civili militari e turche: le prime composte di
oboi, fagotti, corni, trombe e clarinetti, le seconde di
"serpenti", oboi, grancasse, clarinetti (fine '700).
La
rivoluzione francese contribuì notevolmente alla evoluzione
della banda.
In
occasione della traslazione delle spoglie di Voltaire al
Pantheon, la banda della Guardia Nazionale (11-7-1794) eseguì
alcune composizioni di Gossec, nelle quali erano introdotti
alcuni nuovi strumenti, mai prima di allora adoperati nelle
bande musicali, come ottavini, tromboni (contralto, tenore,
basso), cassa rullante, grancassa, tam-tam.
Il
sassofono, inventato nel 1840 da Adolfo Sax, immesso nella
banda, contribuì notevolmente all'armonia, nonché al divulgarsi
dei complessi bandistici. La sua voce malinconica, penetrante
(vicina alla voce umana) quasi tripla di quella del clarinetto,
diede al nuovo complesso musicale "pastosità, sonorità,
chiarezza di timbro".
Alle partiture di Mozart, agli arrangiamenti di Goephert (1794)
si aggiunsero le composizioni di Spontini (1820), di Weber, di
Rossini (1837) e di Berlioz (sinfonia funebre e trionfale -
decimo anniversario della rivoluzione).
Il
Governo rivoluzionario della Francia fu il primo ad affrontare
il problema "banda" ed a tal uopo, istituì la scuola musicale
(istituzione indispensabile) per la preparazione degli allievi
da inserire nel Corpo musicale. La predetta (Scuola), sorta nel
1792, fu affidata al Maestro Bernard Sarrette - Direttore della
Guardia Nazionale.
Dalla nuova istituzione vennero fuori gli strumentisti che, al
bisogno, venivano inseriti nei reggimenti
francesi.............................Il resto sarà pubblicato
prossimamente. Per ulteriori approfondimenti consultare il libro
“La
banda ieri, oggi...domani”
di L. Vranca e G. Pipitò