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II suono vibrante di campane
annuncia la festa sotto il cielo terso
e l'odor di primavera
che si fonde gradevolmente
con l'ondeggiar di melodie.
Passa
la banda
ed un bimbo, a metà vestito,
spettinato dall' inquieto sonno,
si affaccia alla finestra
con gli occhi brillanti di gioia.
Un
vecchio mima, con gesti inconsulti,
il suonar dei piatti della banda che lo
sfiora.
Ed un' altro bimbo, traboccante di
felicità,
sembra voler volare per seguir la
musica,
ma la mamma si regala un pianto.
Sfila
la banda per le strade:
soggetto di un magico momento,
un'armonia di suoni che abbraccia
la diversità
strumentale.
Sfila per le strade portando con sé
gioie e speranze.
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La
banda, passione che commuove,
che fa sentir diversi
perché diverso è l'io che si trasforma
per "produrre" un suono che si unisce ad
altri
in una gradevole polifonia.
Ascoltar
il silenzio di una banda
che non c'è in un giorno di festa,
è come sentir la tristezza del nulla.
La banda, fortuna di una realtà
ricca di fatti interumani;
ricchezza paesana
(amastratina)
che vive e che
vivrà
per non sentire
mai
l'utilità del
silenzio
in un giorno di festa.
Lucio Vranca
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